Tutti in festa per il Paolo Ceci Racing Team ….ma Paolo è ferito nell’orgoglio

il Team CeciCome ad ogni rientro da queste sue avventure motoristiche ancora una volta è stato festeggiato dai suoi fans. Tutto è successo giusto sabato sera in un noto ristorante di Serramazzoni dove il moto club Il Monte da Prignano ha organizzato una festa per il rientro di Paolo Ceci e del suo team dalla recente Africa Eco Race. Per il campione motociclistico modenese è la sesta volta ad essere festeggiato dopo le prime cinque alla Dakar in Sudamerica ed ora finalmente all’originale africana. Tanti sono arrivati per complimentarsi e allo stesso tempo informarsi su questa avventura questa volta fatta con il suo nuovo Paolo Ceci Racing Team correlato della moglie Sara Bioli e del fidato meccanico Daniele Santunione detto Lele. Non potevamo esimerci da porre alcune domande dopo i primi racconti dell’addetto stampa Sara Bioli e così abbiamo chiesto al pilota Paolo Ceci: Eri alla tua prima Africa Eco Race, o meglio alla Dakar originale. Come è stata ? E’ stata una esperienza veramente molto bella, una gara ben organizzata e ben fatta, un road book perfetto, posti e Paesi attraversati veramente incredibili. Per me è stato come ogni volta che vado in Africa che mi sembra di essere a casa e mi si riempie il cuore di gioia perché è un continente che amo. Il Marocco lo conosco bene ed è stato molto bello, la Mauritania era la prima volta ed è stato un Paese che ho amato e odiato per la sua difficoltà che fa da contrasto alla sua bellezza, quindi ottime sensazioni. L’unico rammarico è stato quell’inconveniente che mi ha costretto ad una posizione nelle retrovie. Quindi gli unici problemi o difficoltà, ti sono arrivati da quella ormai famosa ottava tappa ? Purtroppo abbiamo avuto un banale problema alla frizione che mi ha costretto a fermarmi e dopo un tentativo mio di riparazione tra le dune, ho dovuto aspettare il camion ballai il che ha comportato una penalità in termini di 20 ore di ritardo accumulato che mi ha messo fuori dalla lotta dalla vittoria. Fino al quel momento ero 2° nella generale in piena battaglia con il leader israeliano Sella, in gara con il passaporto sudafricano, ed avevo molte possibilità di arrivare a podio anzi era un odio sicuro. Certo sarebbe stato un sogno essere la prima volta a questa Africa Eco Race con la Honda Afica Twin Rally e raggiungere questo risultato. Ad oggi hai fatto entrambi i grandi raid come la Dakar sudamericana ed ora anche questa Dakar originale africana chiamata Africa Eco Race, quali le differenze e difficoltà ? Sono due gare molto diverse, quella sudamericana è una gara molto bella che ho già corso 5 volte e mi ha dato tanto ma in sincerità questa africana mi ha lasciato molto di più. Questa è una gara dove sei più tu ovvero corri molto di più contro te stesso, contro la natura e le difficoltà del percorso dove non puoi contare sugli aiuti esterni, c’è molta più sabbia ma soprattutto e credo che per un rally sia fondamentale qui c’è molta più navigazione. Cosa che in Sudamerica, dove mi sono rimaste bellissime sensazioni e ricordi, la navigazione non è così difficile come in Africa , c’è tanto pubblico presente su quasi tutta la gara che ti da molto calore e questo a volte ti aiuta nel ritrovarti, in più da quando manca il Cile e il Perù la sabbia è molto meno. Ancora una volta sei arrivato al traguardo, qual è il segreto di concludere tutte le tue gare ? Probabilmente è la mia determinazione, la mia forza di volontà a non mollare. Sicuramente credo che dopo 5 Dakar e questa Africa Eco Race portate al termine sia difficile parlare di fortuna, chiaro che può essere una componente importante perché ci vuole sempre. Però credo che sia più una questione di determinazione e anche forse di scelte come ad esempio la scelta delle persone che ti devono stare vicino, che ti aiutino nelle tue attività e in questo caso aver avuto al mio fianco Sara e Lele è stato fondamentale. Sara non è solo mia moglie ma una persona straordinaria che ha fatto un lavoro incredibile ogni giorno sia di comunicazione che di aiuto vero per me e per tutti i componenti della squadra, e Lele è uno di quei meccanici che ne nasce uno su un milione. Oltre al rapporto di amicizia che ci lega da una vita è un meccanico estremamente professionale che non si arrende mai ed ha sempre una soluzione pronta per ogni cosa. Questo ad una gara di questo tipo ti porta spesso a sapere anche a improvvisare è fondamentale avere a fianco persone così. Come da tradizione originale, quando un pilota concludeva la sua Dakar poteva essere sopranominato “Dakariano” e tu lo eri dalla tua prima sudamericana, ora che hai raggiunto finalmente la meta originale, pensi di definirti tale ? Diciamo che effettivamente prima tutti mi davano il titolo di dakariano anche se io Dakar non l’avevo mai vista. Questa volta a Dakar ci sono arrivato e quindi dopo essere arrivato a Buenos Aires in quella Dakar sudamericana e ora a quella originale mi toglie ogni dubbio. Certo questa cosa della penalità mi lascia rammaricato e quindi ora il sogno è quello di tornarci arrivando a Dakar e su quel podio. Per essere a questa Africa Eco Race hai creato il Paolo Ceci Racing Team, come prima esperienza sei soddisfatto ? Si, molto soddisfatto e molto orgoglioso perché credo di aver fatto delle scelte giuste. Sono contentissimo di tutti i componenti della squadra e ora quello che ci serve è solo il supporto di sponsor e di persone che possono dare una mano al team a crescere e a permettere a me come pilota di arrivare veramente su quel podio. Ora come continua questo tuo 2017 ? Penso che cercherò di incentrare la mia stagione agonistica principalmente a partire dalla fine dell’estate anche perché l’obbiettivo è quello di arrivare pronti, sia con la moto che con il fisico, per affrontare di nuovo l’Africa Eco Race. Quindi il primo semestre di questo 2017 mi dedicherò alle mie attività vedi la mia scuola e i suoi corsi e in più ho ricevuto richieste per fare il tracciatore di road book in alcune gare, quindi fare proprio il percorso di gara, tra queste anche di carattere internazionale come la gara in Marocco della Pan-Africa che mi impegnerà per settimane. Poi da fine Agosto mi piacerebbe riprendere l’attività sportiva con alcuni rally internazionali vedi il Transanatolia in Turchia ed altre gare importanti. Poi fare bene i test in visione Dakar, nel frattempo non dormire ma preparare bene la moto tanto da portarla ancora più competitiva per arrivare su quel maledetto podio. Ancora con Honda ? Me lo auguro in quanto mi piacerebbe riportarci questa Africa Twin con orgoglio. In questi giorni sto parlando con i vertici di Honda e mi auguro che da parte loro ci sia la volontà di continuare concretamente per proseguire questo progetto e realizzare quel sogno spezzato di riportare la regina al suo posto. Per gli oltre 130 presenti la festa è continuata tra portate e racconti di episodi vissuti intensamente vedi quel mauritano che alla richiesta di aiutare Paolo Ceci a risollevare quei 270 chili di moto immersa nella sabbia ha risposto con richiesta di denaro, o le sole 18 ore di sonno fatte dal meccanico Lele in due settimane dove la cosa che più gli è mancata era la doccia, e la vita intensa di Sara tuttofare da comunicatrice ad aiutante, autista, cuoca e moglie.

 

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