Africa Eco Race 2017: Felici di essere arrivati, Pelloni 5° e Ceci 14°

etp12 Con l’arrivo sulle sponde del Lago Rosa di Dakar si è avverato il miraggio di tutti i partecipanti a questa avventurosa e affascinante Africa Eco Race 2017. In modo particolare per i nostri portacolori in moto, Stefano Pelloni e Paolo Ceci, è stata gioia allo stato puro. Una gara questa scattata da Montecarlo a fine 2016 e poi la navigazione fino al Marocco e dal 2 gennaio è stata una corsa tra i 6500 km di vero fuoristrada dei quali oltre la metà in prove speciali da affrontare in 12 tappe che hanno portato al traguardo odierno di Dakar. Per i nostri centauri, partiti entrambi con il primo obbiettivo di arrivare in fondo è stato un successo, poi se si analizzano le classifiche l’unico rammarico rimane quella tappa senza frizione alla moto di Paolo Ceci in quanto potevamo avere due piloti tra i primi cinque. Fortunatamente ma con tanta saggezza a fine di questa tremenda avventura africana, dove tra le moto ha vinto il sudafricano Gev Teddy Sella davanti al vittorioso delle ultime 3 edizioni, il norvegese Pal Anders Ullevalsetter, al 5° posto assoluto dopo il 4° di ieri c’è Stefano Pelloni con la Ktm 450 rally del team Motosport e moto club AMX. Per il passionario vignolese alla sua terza volta, anche il merito di essere il miglior italiano e quindi complimenti. Poteva essere da podio questa prima del prignanese Paolo Ceci, partito con il suo team, il sostegno del moto club Il Monte e quella bicilindrica Honda Africa Twin e con due obbiettivi, arrivare bene e riportare quella moto ai fasti del passato. Il primo è stato centrato nonostante tutto, infatti ha vinto 3 tappe ed è stato a lungo tra i primi 3 della generale e il suo peggior risultato ad esclusione di quella sfortunata ottava tappa è stato un quarto. L’altro in parte, vedi lo scotto del noviziato della moto comunque giunta alla fine. Per la cronaca ieri sono stati 292 i km da fare da Saint Louis a Dakar di cui 22 in speciale con partenza di tutti in linea sulla spiaggia del Lago Rosa di Dakar. Ora il tempo di festeggiare e poi tutti di nuovo a casa.

 

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