Pelo: obbiettivo raggiunto punto e a capo…..il futuro tutto da scrivere

Pelloni 106 finishOggi con il rientro dei mezzi di assistenza con le loro moto al seguito si conclude anche il dietro alle quinte della gara Africa Eco Race e nei giorni scorsi abbiamo avuto l’onore di scambiare quattro parole con il miglior motociclista italiano classificato. Trattasi del quarantatreenne vignolese Stefano Pelloni, imprenditore di mestiere ma con l’animo da uomo di sport dedicato ai motori e finora al motociclismo. A dire il vero il pilota, anche se lui non si definisce così in quanto non professionista di questo sport ma solo un praticante molto appassionato, che ha gareggiato a questa Africa Eco Race 2017 con una Ktm 450 rally ottenendo un ottimo quinto assoluto, è stato accolto al rientro tra festeggiamenti a sorpresa dagli amici e tirato a destra e a manca per riprese, interviste, presentazioni tanto da divenire un personaggio pubblico ricercato. E così l’altra sera ci siamo incontrati e dopo avergli fatto i complimenti per il buon risultato ottenuto gli abbiamo posto alcune domande. Era la tua terza partecipazione a questa gare e finalmente sei arrivato a concluderla, quali emozioni e cosa ti è rimasto di questa avventura ? Sicuramente mi è rimasto tanto, mi sono rimasti i tre anni di sacrifici che ho fatto fino a questa edizione portata al termine, la consapevolezza che queste gare sono da fare soprattutto con la testa più che con il fisico. Questa è una delle cose che ho capito quest’anno, il fisico certamente ti aiuta ma la testa è fondamentale. Il tuo risultato è stato grande, 5° assoluto e miglior italiano, ti aspettavi tutto questo prima di partire ? No di certo, ero partito tranquillo e sereno come ho sempre detto, per fare numero senza nessuna velleità di classifica. Poi mi sono trovato per merito mio e anche per sfortuna di altre persone a scalar la classifica piano piano e anche a sfiorare un terzo posto, che se fossi stato messo meglio fisicamente poteva sicuramente diventare possibile. In queste condizioni non ce l’avrei fatta, e comunque la questione di essere il primo degli italiani è stata solo perché il mio caro amico Paolo Ceci ha avuto purtroppo per un giorno un problema e poi tra me e Paolo Ceci parliamoci chiaro c’è un abisso nel senso che Paolo è un pilota mentre io sono un appassionato che è una cosa diversa. Metabolizzato l’aver centrato l’obbiettivo per di più con un quinto posto, per gli amici è stata occasione di feste anche a sorpresa, chi è stato l’artefice ? Amici ed in particolare di Matteo Rizzi anche detto “Nano” che a mia insaputa mi hanno fatto trovare una serata in mio onore ed è stata sicuramente una cosa incredibile. Devo dire che è stata una bellissima sensazione quando ti senti un po al centro dell’attenzione anche se io credevo di non aver fatto niente, aver fatto solo una gara e invece probabilmente per la gente ho fatto qualcosa di più. Ora archiviata questa gara, cosa ti aspetta per questo 2017 ? Per ora c’è ancora confusione, diciamo che per adesso mi dedico al buon vino e alla buona tavola perché in questo momento ho bisogno di questo. Diciamo che realizzato questo sogno chissà se per il futuro le ruote non raddoppino e diventino quattro !! Chi lo sa. Restando in questo 2017 ci sono novità imminenti ? Ma tra le novità che essendo io un personaggio che fa fatica a star fermo ho voluto creare un mio team che si chiama RT73 e con questo team farò gareggiare tre ragazzi giovani di buone prospettive cercherò di fare tutto il campionato italiano motorally e quello Raid TT con molte probabilità di fare anche il mondiale in Sardegna. Il tutto per instradare dei giovani alla disciplina che per me la disciplina nei rally è assolutamente affascinante. Quindi da pilota a team manager ? Piano, diciamo tutti e due i ruoli, non buttiamoci giù. Diciamo se si può dire di rimanere piloti e diventiamo anche un po team manager per piacere e rimanere nel mio mondo con gli amici . Possiamo già svelare i nomi dei tre piloti ? Saranno il vignolese Francesco Ferri che conosco da tanto tempo, da quando ha iniziato a fare enduro con noi scherzando ed è cresciuto tanto e questo mi ha fatto piacere averlo nel team, ci sarà Omar Chiatti pilota del centro Italia molto molto forte e Davide Beggio pilota veneto che non ha avuto il modo di esprimersi negli anni passati ma che secondo me andrà molto bene. Una bella famiglia mista. IL team comunque sarà presentato alla stampa qui a Vignola appena saremo pronti con tutto. Nel salutare Stefano Pelloni rigorosamente a tavola l’ultima domanda rimane: con il rientro dei mezzi assistenza e le moto si chiude questa Africa Eco Race ? Platonico risponde: è un punto e a capo. In realtà il centauro vignolese con lo spirito motoristico dentro, come ha affermato, ora è in una fase di relax totale e quindi si sta concedendo qualche sfizio ma nel futuro prossimo c’è già una bici in attesa di ricevere pedalate e poi tanta voglia di tornare in moto senza l’assillo della gara.

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